MINOR ISSUE: LA CASSAZIONE CAMBIA PAGINA

MINOR ISSUE: LA CASSAZIONE CAMBIA PAGINA

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## I FIGLI MINORI NON PERDEVANO AUTOMATICAMENTE LA CITTADINANZA ITALIANA

Per anni migliaia di italiani all’estero e loro discendenti hanno dovuto fare i conti con una questione tanto tecnica quanto pesante: il cosiddetto **“Minor Issue”**.

In sostanza: cosa succede al figlio minorenne quando il genitore italiano si naturalizza in un altro Paese?

La risposta oggi arriva dalle **Sezioni Unite della Corte di Cassazione**, con la sentenza n. 24045 del 26 luglio 2026.

Ed è una risposta che merita di essere conosciuta.

Il principio stabilito dalla Cassazione è che il figlio nato all’estero, cittadino italiano dalla nascita e contemporaneamente cittadino del Paese straniero per *ius soli*, **non perde automaticamente la cittadinanza italiana perché il genitore, mentre lui è minorenne, acquista una cittadinanza straniera**.

Il punto è fondamentale.

Se il bambino era già italiano dalla nascita, la cittadinanza italiana non può essere semplicemente considerata trascinata via dalla successiva scelta del genitore.

La Cassazione distingue infatti due situazioni che per anni sono state spesso confuse.

Da una parte c’è il minore che possiede fin dalla nascita la cittadinanza italiana e contemporaneamente quella straniera.

Dall’altra c’è il minore che possiede soltanto la cittadinanza italiana e che può trovarsi in una diversa situazione giuridica quando il genitore perde la cittadinanza italiana.

Per le Sezioni Unite, queste situazioni non possono essere trattate allo stesso modo.

E qui sta il cuore del problema.

### NON È UNA NUOVA CITTADINANZA

Il concetto è semplice, ma le conseguenze sono enormi.

Quando la cittadinanza italiana è stata acquisita alla nascita, non si sta parlando di una concessione fatta dallo Stato molti anni dopo.

Si parla di uno **status originario**.

Il riconoscimento amministrativo può arrivare successivamente, ma il problema giuridico è stabilire se quello status esistesse già.

Ed è proprio questo che rende la vicenda del *Minor Issue* particolarmente importante anche nel dibattito attuale sulla cittadinanza italiana.

Perché quando si parla di italiani nati all’estero non si parla soltanto di passaporti, consolati e burocrazia.

Si parla di persone che possono essere italiane **fin dalla nascita**.

### E LA MADRE?

Un altro elemento importante della sentenza riguarda la parità tra padre e madre.

I principi affermati dalla Corte costituzionale negli anni Settanta e Ottanta hanno riconosciuto la piena rilevanza della trasmissione della cittadinanza anche attraverso la linea materna.

La questione, quindi, non può essere letta soltanto in rapporto al padre italiano.

Il principio riguarda anche il figlio che ha ricevuto la cittadinanza italiana dalla madre.

### COSA CAMBIA PER CHI HA AVUTO UN DINIEGO?

Qui arriviamo alla parte più concreta.

La sentenza delle Sezioni Unite può essere particolarmente importante per coloro che in passato si sono visti negare il riconoscimento della cittadinanza proprio sulla base dell’interpretazione oggi superata.

Non significa che ogni vecchia pratica venga automaticamente riaperta o che ogni domanda debba essere accolta.

Significa però che **chi si trova in quella situazione ha una nuova decisione delle Sezioni Unite con cui confrontarsi**.

E quindi vale la pena verificare attentamente la propria posizione, la documentazione e soprattutto il motivo esatto del precedente diniego.

Perché una cosa è una domanda respinta per mancanza dei requisiti.

Un’altra cosa è una domanda respinta sulla base di un’interpretazione giuridica che oggi non coincide più con quella affermata dalle Sezioni Unite.

### IL PUNTO CHE VA OLTRE IL “MINOR ISSUE”

Questa vicenda ci porta a una questione molto più generale.

La cittadinanza italiana può essere modificata da una legge nuova come se fosse un semplice beneficio amministrativo?

Oppure bisogna distinguere tra chi chiede oggi di diventare italiano e chi sostiene di esserlo già dalla nascita?

È una distinzione fondamentale.

Ed è anche una delle questioni che stanno al centro delle controversie nate dalle modifiche legislative del 2025 sulla cittadinanza *iure sanguinis*.

Il *Minor Issue*, quindi, non è soltanto una vecchia disputa tra consolati, cittadini e avvocati.

È un esempio concreto di quanto sia delicato intervenire su uno **status personale che può avere origine alla nascita**.

### UNA SENTENZA DA LEGGERE, NON DA RACCONTARE PER SENTITO DIRE

Per gli italiani all’estero c’è una lezione molto semplice.

Quando circolano sui social frasi come “la Cassazione ha restituito la cittadinanza a tutti” oppure “adesso tutti i minorenni sono automaticamente italiani”, bisogna fermarsi.

La sentenza dice qualcosa di preciso.

E proprio perché è una decisione delle **Sezioni Unite**, non può essere trattata come una semplice opinione pubblicata su Internet.

Per chi è stato coinvolto nel *Minor Issue*, la domanda oggi è concreta:

**il mio caso rientra nei principi stabiliti dalla Cassazione?**

Se sì, allora quella sentenza può diventare uno strumento giuridico importante.

Non una promessa.

Non uno slogan.

Non una campagna politica.

**Una sentenza.**

E per chi da anni combatte per il riconoscimento della propria cittadinanza, non è affatto una differenza da poco.

**Tullio Zembo**
**Marco Valenti**
*Analisi e commento – Identità Italia*

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