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L'Italiano Press Domingo 25 octubre 2026
L’editoriale del Direttore

_LEGGE ELETTORALE, ENTRA IN VIGORE OGGI. MA LA CORTE NON L’HA ANCORA: PARTE LA CORSA AI RICORSI_

Dr. Tullio Zembo di Dr. Tullio Zembo 2 minuti di lettura

_Di http://Iitaliano.press – 24 ottobre 2026_

Entra in vigore oggi, 24 ottobre, la nuova legge elettorale. Legge 9 ottobre 2026, n. 180, detta Melonellum. Approvata l’8 ottobre con tre voti di fiducia, promulgata dal Presidente Mattarella il 9 ottobre.

Finisce il Rosatellum. Addio ai collegi uninominali, tranne Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige. Si torna al proporzionale con premio di maggioranza, soglie di sbarramento e preferenze limitate.

_COME FUNZIONA DAVVERO_

L’Italia è divisa in collegi plurinominali. Ogni lista presenta 7 nomi. L’elettore può esprimere fino a 2 o 3 preferenze, gli altri sono bloccati e scelti dal partito. Chi supera il 42% dei voti prende automaticamente il 55% dei seggi. Sbarramento al 3% per le liste singole, al 5% se in coalizione. Per presentarsi servono molte più firme di prima e bisogna essere presenti in almeno metà delle circoscrizioni.

_PERCHÉ È CONTESTATA_

Per le opposizioni e per molti costituzionalisti i punti critici sono tre.

Primo: il premio. Dare il 55% dei seggi al 42% dei voti altera l’uguaglianza del voto. La Corte ha già bocciato Porcellum e Italicum per lo stesso motivo.

Secondo: le liste bloccate. Se metà dei parlamentari è nominata dai segretari, il cittadino non sceglie davvero.

Terzo: le firme e i collegi. Così i partiti piccoli e le liste civiche fanno fatica a presentarsi.

_COSA SUCCEDE ORA – ED È QUI L’EQUIVOCO_

La legge al 24 ottobre NON è davanti alla Corte Costituzionale. Non può esserlo.

Una legge elettorale non si impugna direttamente. Serve un ricorso di un elettore a un tribunale ordinario.

La Rete per un voto libero e uguale, con i giuristi Grosso e Zaccaria, ha annunciato il 12 ottobre il piano: 30 ricorsi in 29 distretti più estero. Ma proprio perché la legge entra in vigore oggi, i ricorsi potranno essere depositati materialmente solo da lunedì 26 ottobre.

Poi ogni giudice dovrà fissare un’udienza, circa 40 giorni. Solo se quel giudice riterrà la questione non manifestamente infondata, farà l’ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale.

I tempi della Corte sono poi di 8-12 mesi. Pronuncia quindi tra estate e autunno 2027.

Se la Corte dichiara incostituzionale il premio o le liste bloccate, quelle parti cadono ma la legge resta in piedi depurata. Se la boccia tutta, si torna alla legge precedente fino a nuova legge.

_CI SARÀ TEMPO DI USARLA?_

Sì. Ed è il punto politico.

Tajani dice che si vota a fine legislatura, primavera 2027. In quel caso la Corte farebbe in tempo a decidere prima del voto.

Se invece si andasse a votare a giugno 2027, come vorrebbe una parte della maggioranza, si voterebbe con questa legge, premio compreso, e la Corte deciderebbe dopo, a Parlamento già eletto.

È per questo che è stata fatta entrare in vigore subito.

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